La periferia nord di Roma si prepara a diventare il nuovo centro nevralgico del cinema indipendente e della narrazione visiva. Dal 10 al 12 luglio 2026, gli spazi della LAC – Laboratorio d’Arte Cinematografica, situati in Via Carlo Emery 47 a Saxa Rubra- Labaro, apriranno le porte alla prima edizione del LAC Film Festival. Una tre giorni intensa che non si limita a celebrare il grande schermo, ma si propone come un vero e proprio ecosistema culturale in cui convergono cortometraggi, documentari d’impegno civile, fotografia, illustrazione e divulgazione pop. Nato dall’impulso di una realtà formativa radicata nel territorio che lavora in sinergia con la storica casa di produzione Film Daedalus, il festival vuole abbattere i confini tra formazione, professionismo e pubblico, offrendo una panoramica fresca e vitale sul cinema breve italiano.
Il cuore della sfida: il cinema breve italiano
Il motore della manifestazione è il concorso dedicato ai cortometraggi, uno spazio libero da logiche commerciali in cui registi emergenti e produzioni indipendenti mettono in mostra la propria vitalità narrativa. Il concorso è strutturato in due anime distinte: la sezione “Aperto a tutti”, che accoglie i lavori di autori già avviati nel circuito indipendente, e la sezione “Studenti”, dedicata ai talenti che si stanno formando nelle scuole di cinema.
Le opere selezionate attraversano i nodi caldi della nostra contemporaneità: dalle complessità delle relazioni familiari alle tensioni sociali, passando per i drammi della guerra, i flussi migratori e le esplorazioni dell’immaginario fantastico. A decretare i vincitori del Premio LAC saranno due giurie d’eccezione composte da professionisti del settore (tra cui Leonardo Gambardella, Anita Kravos, Alessio Doglione e Chiara Colizzi), affiancate da partner come il CCS – Collettivo Chiaroscuro, gli Slim Dogs e Pathos Distribution, pronti ad assegnare prestigiosi riconoscimenti speciali.
Le proiezioni dei corti animeranno i pomeriggi di venerdì 10 e sabato 11 luglio a partire dalle ore 14:00, offrendo agli spettatori una maratona di storie ed estetiche differenti.

Un viaggio tra il mare e la storia del cinema popolare
Oltre alla competizione, il programma del festival si articola in eventi speciali di grande spessore. La giornata inaugurale di venerdì guarda al rapporto tra l’uomo e la natura con la proiezione di As If We Were Tuna di Francesco Zizola, un’opera poetica che documenta la vita di una delle ultime tonnare tradizionali sarde, seguita da un incontro con il pubblico. As If We Were Tuna ha ricevuto il premio SIAE per il talento creativo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2018 ed è stato inoltre insignito del Lady Wilmar fotografia.Doc Award al Salina Doc Fest. Lo stesso Zizola sarà poi protagonista di un dialogo a due voci con il fotografo e reporter Angelo Turetta, in occasione della presentazione della mostra “Cronache dalla finzione”, un percorso visivo che esplora il legame profondo tra l’obiettivo fotografico, l’attualità e il set cinematografico.
La serata di venerdì si tingerà invece di nostalgia e celebrazione con un caloroso omaggio a Giuseppe Colizzi, regista e sceneggiatore fondamentale per la nascita dell’iconico sodalizio tra Bud Spencer e Terence Hill. Il direttore artistico Alessandro Colizzi racconterà il cinema del padre insieme agli esperti Alberto Pallotta e Andrea Pergolari, prima di lasciare spazio alla visione del cult Dio perdona… io no!.
L’impegno civile e la forza della memoria
Il sabato del LAC Film Festival mette in luce la funzione sociale del cinema come custode della memoria storica e civile del Paese. Dopo una vetrina pomeridiana dedicata ai lavori fuori concorso degli studenti della scuola, alle 20:00 i riflettori si accenderanno sul documentario Io lo so chi siete, firmato da Alessandro Colizzi e Silvia Cossu.
La pellicola ripercorre la commovente e instancabile battaglia di Vincenzo Agostino(scomparso due anni fa), padre dell’agente di polizia Nino Agostino, assassinato dalla mafia nel 1989 insieme alla moglie Ida Castelluccio. L’opera è stata passata in anteprima al Taormina Film Festival e ripercorre una delle vicende più dolorose e simboliche della storia recente italiana. Al termine della proiezione si terrà un dibattito che vedrà la partecipazione degli autori, Nino Morana (nipote di Vincenzo Agostino) e di Davide Biscotti, referente di Libera contro le Mafie, confermando l’identità del festival come spazio di riflessione e responsabilità collettiva.
Tra Cinema e salute mentale, illustrazione contemporanea e divulgazione Pop
Il festival dimostra una forte attenzione anche ai linguaggi visivi collaterali che orbitano attorno alla settima arte. Durante i tre giorni, le pareti della LAC ospiteranno le opere di due straordinari illustratori: Edoardo Venanzetti (Endo_Vena), con le sue grafiche visionarie, pop e dal forte impatto perturbante, e Simone Del Vecchio (SDV), artista specializzato nella reinterpretazione delle locandine cinematografiche attraverso la delicata tecnica dell’acquerello, già noto per le sue collaborazioni con Lucky Red e I Wonder Pictures.
La giornata conclusiva di domenica 12 luglio si aprirà nel pomeriggio con una finestra sulla salute mentale, grazie alla collaborazione con Lo Spiraglio Film Festival, che porterà a Labaro documentari pluripremiati come Memorie – In viaggio verso Auschwitz di Danilo Monte, che racconta un percorso personale e familiare verso uno dei luoghi simbolo della storia europea del Novecento. E Claudia fa brutti sogni di Eleonora Sardo e Marco Zenoni(entrambi ex studenti del Laboratorio d’Arte Cinematografica),segue invece il difficile cammino di due sorelle lungo la Via Francigena in Sicilia, affrontando con grande sensibilità il tema della dipendenza e della ricostruzione dei legami familiari. Claudia fa brutti sogni è vincitore del premio DocPoint Helsinki I Biografilm Italia al Biografilm Festival 2025 e menzione speciale TOP DOC sempre al Biografilm Festival 2025. Miglior documentario- Premio del pubblico alla XVII Edizione dell’Ortigia Film Festival 2025. E Miglior Lungometraggio al 16º Spriraglio Filmfestival della Salute Mentale(2026), vincendo il premio Jorge García Badaracco- Fondazione Maria Elisa Mitre. Le proiezioni saranno seguite da un dibattito con gli autori, moderato da Federico Russo, psichiatra e direttore artistico de Lo Spiraglio Film Festival della Salute Mentale, sottolinenado ulteriormente l’attenzione del festival verso il dialogo tra cinema, benessere psicologico e inclusione sociale.
Prima del gran finale, l’atmosfera si farà più informale e graffiante grazie alla crew degli Slim Dogs, che salirà sul palco per “Opinioni Pericolose”, un panel live di divulgazione cinematografica e intrattenimento che vedrà il “team Dogs” sfidare il “team LAC” in un confronto semiserio sull’audiovisivo.
Un ultimo, intimo momento di ricordo sarà dedicato a Pino Colizzi, indimenticato attore e direttore del doppiaggio, introdotto dalla figlia Chiara, prima di arrivare alle 21:00 con la cerimonia finale di premiazione. Cala così il sipario su un festival che non è solo una rassegna, ma il manifesto di una periferia romana che si riappropria della cultura, trasformando la formazione in una grande festa collettiva, e il Lac Film Festival a Saxa Rubra, si propone dunque come uno spazio permanente d’incontro tra arte, cultura e territorio.
Di Fabrizio Battisti


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