Metamatic- John Foxx

Metamatic- John Foxx

Di Pico Sadun

Quando nel 1980 esce Metamatic, gli Ultravox! hanno già perso il punto esclamativo e sono diventati Ultravox. John Foxx è stato sostituito da Midge Ure ed il gruppo con Vienna sta per aprirsi ad un successo mondiale che in precedenza non aveva mai cercato. Con Metamatic John Foxx continua a rompere gli schemi come aveva fatto nei primi tre dischi del gruppo, quando per l’appunto si chiamavano Ultravox!. Lui ne era stato il cantante ed il frontman fin da quando quel genio visionario di Brian Eno li aveva scoperti e prodotti agli albori del Punk, nel lontano 1976. Metamatic esce pochi mesi dopo un disco epocale come Replicas dei Tubeway Army di Gary Numan e per molti aspetti ne condivide i suoni, nonché l’atteggiamento artistico.
Come già detto in una precedente recensione, le copertine dei dischi sono spesso l’immagine della musica in essi contenuta.
Così Gary Numan in Replicas e John Foxx in Metamatic appaiono in copertina come uomini (o forse androidi) di una nuova epoca, un’epoca oscura, dominata dalle macchine. Era una visione profetica legata alla fantascienza, ma oggi le evoluzioni dell’ intelligenza artificiale e della robotica la rendono quanto mai attuale e sottilmente inquietante.
Nella loro immagine, così come nella loro musica tutto è freddo, asettico, chirurgico. Non c’è spazio per i sentimenti e forse neanche per le emozioni.
Naturalmente entrambi sono figli dei Kraftwerk e delle loro algide sperimentazioni elettroniche. Senza dimenticare però il Rock decadente di Roxy Music e Bowie, né la rivoluzione del Punk.


Metamatic però a differenza di Replicas taglia il cordone ombelicale con il Punk e forse anche con il Rock. Non ci sono chitarre in Metamatic, solo Synth e Drum Machine, e una voce che nella sua alterità non ha quasi più nulla di umano.

Synth analogici e ritmi sintetici sono i protagonisti fin dal primo brano, Plaza. La voce di Foxx intona una cantilena straniante priva di ogni espressività. Ma è proprio la mancanza di espressività a rendere affascinante l’ascolto, come se tra i penetranti e avvolgenti sibili elettronici si avvertisse la presenza di una realtà ultraterrena.
E’ inevitabile pensare a L’uomo che cadde sulla terra e a tutta la straordinaria parabola dell’alieno Bowie. Non c’è traccia di umanità neanche nelle successive He’s a Liquid e Underpass.
In Metal Beat l’andamento ciclico ed ipnotico del ritmo viene variato solo da stranianti effetti elettronici e la melodia si limita a poche note ripetute sempre uguali.

Sembra di vivere nella realtà dispotica di un romanzo di fantascienza, dove l’umanità è impotente di fronte ad un misterioso potere impersonale e oppressivo, come era il Grande Fratello Orwelliano che annichiliva qualsiasi sentimento ed emozione.
E’ un dramma terribile ed incombente quello che pervade tutto Metamatic. Un dramma che scorre silente tra le note stranianti dei synth, per emergere poi inarrestabile in brani intensi come No-One Driving o A New Kind of Man.
Solo nella conclusiva Touch & Go, sembra aprirsi qualche spiraglio nel muro opprimente di suoni e ritmi sintetici. La melodia è più avvolgente e anche la voce risuona meno metallica e impersonale, come se nel futuro angosciante ritratto da Foxx ancora ci si potesse ricordare che un
tempo esisteva l’umanità, il calore, il sentimento, l’emozione.
A distanza di anni, Metamatic rimane un unicum nella storia del Rock. Un disco di canzoni realizzato solo con sintetizzatori e ritmi elettronici. Un disco che dopo quasi cinquanta anni suona ancora attuale. E’ la musica perfetta per gli anni oscuri che stiamo vivendo, anni in cui il futuro
dispotico immaginato dai geni visionari della fantascienza rischia di diventare realtà.
Metamatic è una sintesi perfetta tra Rock decadente e sperimentazione elettronica. Si sente chiaramente la lezione dei maestri Bowie, Eno, Kratfwerk, Roxy Music. E si sente una voce straordinaria, quella di Foxx, che sembra venuta dal futuro, come se davvero fosse la voce
dell’ultimo uomo caduto sulla terra.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *