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Il cineasta Jacob Chase, già regista di Come Play – Gioca con me, torna dietro la macchina da presa per dirigere Insidious – Fuori dall’Altrove, sesto capitolo della saga, nelle sale dal 19 agosto.

Il film è prodotto da Jason Blum e James Wan (regista dei primi due capitoli e creatore del franchise insieme allo sceneggiatore Leigh Whannell), una delle coppie tra le più prolifiche nel panorama horror degli ultimi vent’anni. L’universo di Insidious si arricchisce di nuovi protagonisti, in particolare una famiglia che ridefinisce i confini dell’Altrove. Gemma, interpretata da Amelia Eve, è una giovane madre che cresce da sola una figlia nella stessa casa in cui lei è nata.

Quelle mura nascondono un trauma infantile indelebile che torna a perseguitarla dopo vent’anni. La vicenda ha inizio nel 1999, quando Gemma era solo una bambina. La donna che è diventata scopre di poter viaggiare nell’ Altrove, il regno-purgatorio delle anime perdute al centro della saga. Quando un’entità malvagia inizierà a perseguitarla dandole la caccia, Gemma si rende conto di possedere una capacità straordinaria: oltre a poter entrare nell’Altrove, può condurre ciò che vive lì nel mondo reale. La sua vita e quella di sua figlia finiscono in grave pericolo nel momento in cui i demoni scoprono questo potere, capace di far cadere il nostro mondo nelle loro mani.

Maternità e trauma ereditario

La minaccia concreta si palesa a Gemma durante la sua giornata lavorativa. La protagonista è una dentista di Pittsburgh e, tra i vari pazienti si ritrova a curare l’anziano vicino di casa, che scoprirà dotato di una mandibola mostruosa e disumana. La visita rivela come alcuni individui appartenenti all’altrove riescano a passare nel mondo materiale. Rendendosi conto di non poter combattere da sola le presenze demoniache, Gemma cerca l’aiuto dello spirito della medium Elise, (storico punto di contatto della saga, e come sempre portata in scena da Lin shaye). Insieme a lei attraversa quella spaventosa dimensione immersa nell’inquietante nebbia che caratterizza quel mondo oscuro e terrificante. Il lungometraggio esplora anche la componente psicologica del rapporto madre- figlia, in cui Gemma eredita i traumi legati al legame con la propria madre. L’ambientazione nella stessa casa dell’agghiacciante evento passato evidenzia come le inclinazioni psichiche si trasmettano di generazione in generazione.

La memoria, il rifiuto della morte e il parassitismo della giovinezza

In Insidious – Fuori dall’altrove risiede anche il rifiuto della morte dei trapassati. Per la prima volta compare un’entità dotata di parole: Cyrus alias Sam Spruell, un manipolatore demoniaco che promette ai defunti una resurrezione assoluta. La sua loquacità ne rivela la natura melliflua e maligna, capace di alimentare la nostalgia delle anime perdute per la propria fisicità, al punto da spingerle a ritornare nel mondo dei vivi per trasformare la realtà terrena nel loro territorio di caccia. Attraverso questa allegoria, il regista suggerisce come nella società odierna la fisicità e il corpo contino più della spiritualità. Gli spiriti dell’Altrove sono quasi sempre figure decadute, avvizzite, deformate dal tempo e dalla morte. La loro non è solo voglia di tornare a vivere, è una viscerale invidia per la linfa vitale e in particolar modo per la giovinezza che i vivi possiedono e che loro hanno perso per sempre.

Insidious – Fuori dall’Altrove non solo dimostra di avere valide qualità tecniche, ma si rivela capace di scandagliare la memoria umana, dove l’orrore diventa l’espediente per riportare in vita non solo il ricordo dei propri cari, ma anche il corpo di chi non c’è più. Colpisce visivamente nonostante i soliti jump scare, qui arricchiti da elementi body horror che mettono in risalto la qualità degli effetti visivi. Pur con qualche richiamo alle atmosfere claustrofobiche di Backrooms di kane Parsons, Jacob Chase alterna soluzioni già viste come le case infestate, ma anche la fissità dei sorrisi inquietanti che rievocano Smile, ad altre meno scontate e davvero efficaci. Nonostante la gestione della tensione subisca qualche flessione a causa di alcune scene ripetitive, il film resta un’opera godibile e non deluderà nemmeno i fan del franchise.

Di Fabrizio Battisti


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