Il regista Tom Gormican , si avventura nelle giungle brasiliane dell’Amazzonia per dirigere Anaconda , un lungometraggio, che almeno sulla carta sembrerebbe essere una sorta di Reboot del film del 1997 di Luis Llosa , con Ice Cube, Jennifer Lopez, Eric Stoltz e John Voight. L’espediente che invece viene adottato, è quello che fa riferimento al meta-cinema.

Doug McCallister (Jack Black), ha la passione per il cinema horror fin dall’adolescenza, e a tredici anni, insieme ai suoi inseparabili amici : Griff (Paul Rudd) e Claire (Thandiwe Newton), ha scritto e diretto The Quatch , un filmetto girato con i suoi compagni d’avventura che interpretavano i personaggi principali. Nella sua ingenuità e sgangheratezza, il film desiderava incutere terrore negli spettatori. Gli anni son passati e Griff ha comunque intrapreso la carriera d’attore, con scarsi risultati , considerato il suo poco talento. Si vanta però di aver fatto parte anni addietro del cast nella serie S.W.A.T . Dopo l’ennesima delusione di un provino andato male, all’improvviso viene folgorato da un’idea inaspettata. Contatta il vecchio Doug, che nel frattempo sbarca il lunario realizzando filmini per matrimoni, mentre sulle pareti del suo studio campeggiano le locandine di Inferno , e Il fluido che uccide . Griff ha comprato i diritti per realizzare il reboot di Anaconda, e coinvolge i suoi amici che accettano dopo qualche riluttanza. Alla bizzarra troupe si unirà anche Kenny(Steve Zahn), che in Quatch si occupava delle riprese, e anche stavolta sarà il loro operatore….Cosa potrà andare storto?

Il cinema è una droga che si mangia tutto e di cui non si può fare a meno(Cit). Questo il pensiero che riassume la passione di Dough McCallister, che nel film di Tom Gormican, autore di commedie come Quel momento imbarazzante e Il talento di Mr C. , tracima in un umorismo da black comedy, con inserti horror , che celebrano il serpente gigante del lungometraggio di Luis Llosa, che rientra nel sottogenere Eco-Vengeance degli animali assassini. I quattro amici che si ritrovano da grandi ad affrontare un mostro , rievocano suggestioni e riferimenti alla letteratura di Stephen King.

Anaconda rievoca la moda hollywoodiana dei reboot, non lesinando le critiche ad un’industria sull’orlo del pressapochismo. emblematica la denuncia espressa da Ice cube, in uno degli “easter eggs” presenti nella pellicola di Tom Gormican, che sostiene apertamente come gli sceneggiatori completino gli script durante le riprese di un film. Il lungometraggio, attraverso il linguaggio meta-cinematografico, propone un nuovo inizio di una saga che era composta da quattro film : i primi due per il cinema , il terzo e il quarto per la TV , più un cross-over Lake Placid Vs Anaconda . Questo stratagemma di riproporre un franchise non tra i più memorabili, evidenzia ancor di più la scarsità di idee che affligge Hollywood , e da un lato la furbizia che la denuncia , diventi a sua volta una scusa. In questa operazione che seppur strappa qualche risata, tra umorismo nero e comicità demenziale, latita sul fronte horror.

Non convincono gli effetti in CGI del serpente , e le morti causate dallo stesso non soddisfano, soprattutto il palato dei più navigati amanti dei film dell’orrore. Infatti, anche se l’atmosfera prova a strizzare l’occhio ai B-movie anni ottanta , andando a pescare nel juke box dell’epoca i brani, Back to black degli AC/DC e Kickstart my heart dei Motley Crue, non riesce appieno a convincere, aldilà di un intrattenimento nel complesso riuscito. Pecca invece sul piano dell’originalità , quando la scusa per produrre remake di film noti , trovava una causa scatenante di geniale portata , come nel film di Michel Gondry , Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm , interpretato da un Jack Black in stato di grazia.

Fabrizio Battisti


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